Sempre del tipo Ddos, come il precedente, ma decisamente più pesante (520 mb contro il precedente da 250 mb); questo fa capire che non si tratta di uno "scherzo" o di un tentativo di creare piccoli danni, ma di una strategia precisa.
"Confrontandosi con amici esperti del settore della criminalità e pirateria informatica siamo arrivati ad una conclusione della quale siamo convinti: l’attacco è stato sferrato da pirati informatici che hanno ricevuto uno specifico mandato (e sono stati profumatamente pagati) da qualcuno con la precisa intenzione di danneggiarci" - dice Paolo Geymonat, presidente di Bakeca.it.
Già dopo il precedente attacco, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì, i responsabili del sito
avendo compreso da subito la gravità e la possibilità di nuovi attacchi, si sono rivolti ai migliori esperti di sicurezza informatica presenti in Italia, ed in particolare ad Alessio Pennasilico che dice con sicurezza:
“Un attacco di questa ampiezza, portata, durata, ma soprattutto con tale reattività a ogni contromisura adottata denota un attaccante motivato, tecnicamente prepaarto, con molte risorse a disposizione che quasi certamente agisce su mandato”.
Ma perchè danneggiare un sito di annunci gratuiti, che conta più di 100.000 visitatori giornalieri e utilizzato da milioni di utenti ogni mese?
Vi sono nel web veri e propri criminali informatici, che per denaro dimenticano l'etica e la morale che caratterizza internet: la libertà di espressione.
Lo scopo di Bakeca, come già ribadito ieri dal presidente, è quello di creare contenuti puliti e condivisi. Uno spazio libero, dove ciascuno possa essere in grado di esprimersi liberamente e dove le idee di successo possano essere diffuse per diventare ricchezza collettiva. E' evidente che i criminali informatici, con questa visione, non c'entrino nulla.

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